
| ATTIVITA' DI RICERCA - AMBITO MEDIEVALE |
| Bosa (Sardegna) |
| (Prof. Marco Milanese) |
| Posizionato sulla cima del colle di Serravalle, vicino alla foce del fiume Temo, il castello di Bosa è certamente una delle fortificazioni medievali più conosciute del panorama isolano, e le ragioni non risiedono esclusivamente nella grossa mole di documenti conservati, ma più realmente derivano dai resti monumentali che occupano una spianata artificiale che supera i 14.000 metri quadrati. |
| Le fonti scritte |
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La fondazione del castello, secondo una cronaca isolana, ripresa da Giovanni
Francesco Fara, è attribuita ai marchesi Malaspina, che
nel corso del 1121 non solo costruirono la guarnigione, ma riorganizzarono
l'insediamento rurale incentivando lo spostamento dell'abitato
dalla Bosa romana (Bosa Vetus) verso il nuovo centro ai piedi
del castello. Nei primi anni del XIV secolo gli intensi
sforzi diplomatici portati avanti dalla Corona d'Aragona, nell'ottica
dell'attuazione del Regno di Sardegna e Corsica, coinvolgono
in pieno i Malaspina che di fatto controllano i maggiori centri
militari ed economici presenti nel nord dell'isola. |
| Le ricerche archeologiche |
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Le numerose notizie documentarie, e i notevoli resti monumentali, hanno comportato uno squilibrio negli studi, articolati in un duplice indirizzo (l'analisi documentaria, e delle strutture) mai accompagnato da precise e sistematiche ricerche archeologiche. D'altro canto la forte imponenza delle strutture spinse, già a partire dagli ultimi anni dell'Ottocento, al "forzato restauro" dell'esistente, modificando, falsificando e cancellando in più casi, i contesti stratigrafici e architettonici originali. La consapevolezza di tali problematiche è stata posta alla base delle ricerche archeologiche sul castello, svolte in parallelo al cantiere di restauro (direzione Arch. G. Gallus) grazie al finanziamento della Comunità Montana Marghine Planargia e sotto la collaborazione tra le Soprintendenze (Archeologica, Beni Architettonici, Storici Monumentali) delle Province di Sassari e Nuoro e le strutture delle Università di Pisa e Sassari. Lo scavo ha interessato, in questa prima fase, alcune aree funzionali al lavoro di restauro come le basi delle torri, la cinta muraria, gli ambienti antistanti la Torre Maestra, e l'area del cortile centrale. Inoltre le ricerche sono state indirizzate al rilievo e alla documentazione di tutti gli alzati, con l'obbiettivo di individuare le successioni e le sequenze originarie presenti nei corpi di fabbrica. In fase preliminare, è possibile ipotizzare che il castello, in un primo periodo, occupasse solo una parte dell'attuale spianata, intorno all'area della torre maestra; in questa zona sono stati messi in luce una serie di ambienti, che già nel corso del XIV secolo sembrano essere demoliti per fare spazio ad un successivo assetto monumentale, che comportò non solo, la costruzione della torre maestra, ma anche di una prima cinta, probabilmente merlata. Una cinta che nella parte occidentale, verso il paese, venne ampliata a più riprese nel corso del secoli XIV e XV, sfruttando i diversi riporti di terra scaricati verso quella parte. |
| Il proseguimento delle ricerche |
| La prima campagna ha permesso di programmare al meglio le prossime indagini che saranno indirizzate non solo alla conclusione delle aree indagate, ma anche all'apertura di nuovi settori di scavo all'interno del perimetro murario. Un settore d'indagine da completare è quello relativo all'individuazione e schedatura delle tecniche costruttive presenti nel castello, mentre un nuovo campo d'indagine dovrà certamente riguardare un'intensa ricognizione del territorio, con l'obbiettivo di delineare al meglio la maglia degli insediamenti rurali dipendenti o precedenti allo sviluppo del castello. Parallelamente analoghe analisi sono in via di definizione nei territori pertinenti gli altri castelli presenti all'interno dei confini del giudicato di Torres . |
